29/12/08

LUCIANO D'ALFONSO, GUIDO DEZIO, WALTER VELTRONI, LUCIANO VIOLANTE, ED IL BAR A PALAZZO DI GIUSTIZIA

Dopo la liberazione di Luciano DAlfonso, avvenuta in quanto le dimissioni avevano fatto venire meno le preminenti ragioni cautelari (vedi la notizia sullordinanza del GIP pubblicata dallANSA), mentre lex sindaco nelle sue prime dichiarazioni appare notevolmente prudente, ecco che si moltiplicano dichiarazioni di evidente contestazione dei giudici di Pescara, da parte di componenti della giunta e del PD locale, ma soprattutto da parte di Walter Veltroni, quanto avvenuto a Pescara è gravissimo, di Luciano Violante, dello stesso Commissario del PD dAbruzzo Massimo Brutti, e del Ministro ombra della Giustizia del PD Lanfranco Tenaglia.
Se avessero meglio ascoltato i servizi usciti sulle principali tv nazionali e locali e letto vari articoli di stampa avrebbero tuttavia dovuto accorgersi di alcuni elementi che segnalavano comunque notevoli opacità quanto meno nei comportamenti della controversa figura del segretario del sindaco Guido Dezio, che ricompare probabilmente in modo inopportuno- proprio a casa DAlfonso a festeggiare la liberazione del suo ex datore di lavoro.
Mentre alcune dichiarazioni rilasciate dallex sindaco ai magistrati sembrano suggerire che voglia in qualche modo lasciare i suoi collaboratori alle loro responsabilità una testimonianza del proprietario del bar a Palazzo di Giustizia su tangenti richiestegli da Guido Dezio, rilasciata al TG5, appare del tutto inequivocabile, quanto meno su un certo clima che si viveva a Pescara, nei rapporti con la classe politica di governo, quanto meno nel mondo dell'impresa e dell'economia.

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