29/03/09

L'AQUILA, ICI SU AREE A VERDE PUBBLICO ATTREZZATO E A SERVIZI PUBBLICI: DEMENZIALE, MA VOGLIAMO CEMENTIFICARE L'INTERO TERRITORIO ?

DAL MESSAGGERO-ABRUZZO DEL 20 MARZO 2009, CRONACA DELL'AQUILA -
"ICI sulle zone a verde pubblico, contrari Mancini e Perilli".
Sovente, alcune delle notizie che sono in realtà più importanti per dare il senso delle dinamiche in corso e delle prospettive a cui le amministrazioni comunali ispirano la loro azione sfuggono all'attenzione della cittadinanza, perchè inserite all'interno di provvedimenti tecnici, e che poi vengono ripresi dai mezzi di comunicazione con un risalto minimo, come ad esempio per questa notizia, contenuta in un semplice trafiletto del Messaggero.
Invece questa notizia è fondamentale nel dare il senso dei principi a cui l'attuale amministrazione comunale dell'Aquila vorrebbe ispirare la sua azione: il nuovo Regolamento per l'applicazione dell'ICI, si presume adottato con il consenso del sindaco e della Giunta, prevede infatti di reinserire tra le aree edificabili le zone a verde pubblico attrezzato e quelle a servizi pubblici !!!
Questo cosa vuol dire:
A) che i cittadini devono pagare un'ICI da aree edificabili per aree che in realtà edificabili non sono, IL CHE SAREEBBE UN VERO SOPRUSO !
B) che i cittadini, dovendo pagare l'ICI per tali aree, faranno di tutto per riuscire a costruirvi, prima o poi, IL CHE APPARE DEMENZIALE !
Iconsiglieri di RC Angelo Mancini e Enrico Perilli hanno proposto una doverosa modifica del regolamento, in modo da ricondurre tali aree fra quelle che per l'applicazione dell'ICI risultino NON EDIFICABILI !
Nel segnalare che la cittadinanza deve essere per questo intervento grata ai due consiglieri ci chiediamo sulla base di quali principi di moderna e partecipata gestione del territorio sindaco Cialente, Giunta e PD che ne costituisce il perno abbiamo pensato di adottare un simile provvedimento !
RIFLETTA BENE LA CITTADINANZA !
E sia grata ai due consiglieri Mancini e Perilli.

CONSIGLIO REGIONALE D' ABRUZZO: TRASMISSIONE IN DIRETTA STREAMING DELLE SEDUTE, BISTICCIO FRA PAGANO E COSTANTINI

DAL CENTRO DEL 24 MARZO 2009 -
"Pagano a Costantini: un simpatico abusivo".
Pagano e Costantini litigano in aula a proposito della diretta in streaming delle sedute del Consiglio, una iniziativa opportuna per consentire a tutti gli Abruzzesi di rendersi conto di come funziona il consiglio, e costringere i consiglieri a tenere SEMPRE un atteggiamento più consono alla sede in cui si trovano, e maggiormente ispirato a quei principi di pubblico servizio che DEVONO tenere in questo momento di gravissima crisi.
Ricordiamo che il servizio era stato in origine garantito dal sito di Carlo Costantini, per poi divenire finalmente iniziativa ufficiale della Presidenza.
DAL MESSAGGERO-ABRUZZO CRONACA DI PESCARA DEL 26 MARZO 2009 -
"La strada fantasma. Mare monti, raffica di perquisizioni. La Forestale a Roma nelle case di progettista e commissaria. Cantiere sotto sequestro"

IN REGIONE ABRUZZO NON SI FANNO MANCARE NIENTE: GLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI SONO I PIU' ALTI D'ITALIA

DAL MESSAGGERO-ABRUZZO DEL 14 MARZO 2009:
" I conti in tasca: Regione Abruzzo, gli stipendi dei consiglieri sono tra i più alti d'Italia, solo in Piemonte si guadagna di più !"
L'ABRUZZO A RISCHIO BANCAROTTA HA LA CLASSE POLITICA MEGLIO PAGATA.

DAL CENTRO DEL 27 MARZO 2009:
Inoltre "Pensioni blindate per i consiglieri regionali. Possono riprendersi i contributi versati se non hanno diritto all'assegno.
Pagano, Chiodi, non è più tempo di parole, i costi della politica VANNO TAGLIATI !

ESTRAZIONE DEL PETROLIO IN ABRUZZO: ALLARME NEL SETTORE TURISMO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Petrolio: allarme nel settore turistico
venerdì 27 marzo 2009
Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

PETROLIO: CRESCE L'ALLARME NEL SETTORE TURISTICO. ALBERGATORI, BALNEATORI E AGENTI DI VIAGGIO CHIEDONO CHIARIMENTI ALLA GIUNTA REGIONALE. Assoturismo-Confesercenti: "Temiamo le disdette, la Regione intervenga".

Cresce la preoccupazione fra gli operatori turistici per il rischio

che l’Abruzzo venga trasformato in un distretto petrolifero.

Assoturismo-Confesercenti, la federazione del turismo che riunisce albergatori,

stabilimenti balneari, agenti di viaggio e tutte le professioni legate al turismo,

denuncia infatti un clima di crescente preoccupazione anche sui mercati esteri.

E proprio per prevenire e contrastare i segnali negativi e le disdette nelle

prenotazioni che un allarmismo può generare, chiede subito dei chiarimenti alla giunta regionale.

«Chiediamo una posizione netta e trasparente anche contro le 4 istanze

accolte dal Ministero per lo Sviluppo Economico per la ricerca e l’estrazione

del petrolio in provincia di Teramo e contro la trasformazione della Regione

in distretto petrolifero» dice il presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti

Daniele Zunica, «perché la preoccupazione cresce di giorno in giorno

con il diffondersi delle informazioni sul reale stato dei fatti, come dalle

ultime notizie, solo a titolo di esempio, riportate ieri dalla stampa abruzzese

e dai comitati di cittadini, dello sviluppo delle nuove attività della Mediterranean

Oil and Gas attraverso la piattaforma Ombrina Mare 2, in mare, tra Ortona

e San Vito, il cui inizio lavori è previsto per il 2010. Nonostante tutte le parole,

ufficialmente, dal primo gennaio 2010, l'Abruzzo sarà dunque un campo aperto per i petrolieri. Quasi la metà del territorio abruzzese è interessato da attività legate

alla ricerca, all'estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi. Sono coinvolti 221

Comuni, di cui 52 sono interessati da concessioni di coltivazione, a rischio

di trivellazione». La situazione, secondo Assoturismo, è già oltre il livello di allarme.

«C’è un provvedimento del Consiglio dei Ministri del 27 giugno che definisce l'Abruzzo territorio destinato alle attività di ricerca e di estrazione del petrolio in mare e a terra.

Se non bastasse, il disegno di Legge 1441 sottrae alle Regioni la valutazione di impatto ambientale per le concessioni di estrazione petrolifera» sottolinea Zunica «escludendo i Comuni da ogni possibilità di decidere in materia. Si consente, in tal modo, al governo centrale di decidere da solo, contro la volontà degli abruzzesi, se dare vita agli impianti previsti».

Ma il presidente dell’associazione di categoria va anche oltre. «Il Turismo
costituisce il perno dell’economia regionale, e con grandi sforzi gli operatori stanno investendo da anni nella valorizzazione della vocazione naturalistica della Regione garantendo la qualità del mare e dei servizi, le Bandiere Blu, promuovendo la
regione come la più verde d’Europa. Il prossimo mese» sottolinea Zunica «si terrà a Montesilvano Ecotur, la fiera del turismo natura, che giunta alla XIX edizione
con grande successo, richiamerà migliaia di operatori stranieri convinti della ricchezza del patrimonio verde d’Abruzzo. Come giustificare con loro quanto è stato pianificato?
Come prospettare questi cambiamenti nello sviluppo? Mare, collina, borghi e
montagne quale appeal potranno mantenere ai loro occhi? Non ritengo che far
passare sotto silenzio quanto sta accadendo possa contrastare il calo nelle prenotazioni. Perché cosa accadrebbe realmente dopo la realizzazione degli impianti?» Tutti
gli sforzi e i risultati raggiunti nel corso degli anni, dice Zunica, «verrebbero
completamente annullati dal proseguimento degli intenti del governo centrale e delle multinazionali del petrolio, in cambio dell’ottenimento di pochi spiccioli e poche decine
di impieghi garantiti, ma con la devastazione del territorio, la perdita delle produzioni di eccellenza dei prodotti tipici (non solo vini, ma anche oli, paste, farro, ecc) e mettendo
a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini. Siamo ancora e per poco tempo nella condizione di bloccare un progetto di impatto devastante che, per quanto deciso
nelle stanze del potere romano, può e deve essere impedito dai nostri rappresentanti regionali e nazionali, come già accaduto in altre regioni italiane, più a nord e forse
ritenute meno povere e più capaci di reagire. In questa occasione è necessario però superare ogni interesse partitico e mettere insieme tutte le forze politiche, imprenditoriali e sociali più sane del nostro territorio e collaborare alla costituzione di un fronte compatto contro questo abuso di potere». Per il presidente di Assoturismo-Confesercenti «non bastano delle rassicurazioni verbali ma servono risultati concreti per restituire la tranquillità del lavoro a tutta la cittadinanza, in un momento oltretutto già difficile per la crisi internazionale in atto».

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO NATURA VERDE E ASS IMPRONTE SU PROGRAMMA PETROLIFERO "ROSPO MARE" AL LARGO DI ORTONA

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

NON CI SONO ROYALTIES CHE TENGANO MA …

In merito alla questione “Abruzzo Petrolifero” precisiamo subito che il punto delle royalties è del tutto marginale rispetto al nodo centrale che è, così come messo in evidenza ieri da Assoturismo (vedi allegato), di ben altra natura.

Tuttavia, per quanto riguarda il pregresso, è bene far chiarezza su alcune cose.

In particolare, il decreto legislativo n.° 625 del 25-11-96 fissa le modalità di calcolo delle royalties (meglio sarebbe chiamarle con il loro vero nome e, cioè, compensazioni ambientali) che le compagnie petrolifere sono tenute a versare agli enti territoriali interessati dalla estrazione del petrolio.

Per quanto riguarda il sottofondo marino, le royalties sulla produzione, molto contenute in rapporto a quelle previste in altri Paesi, sono pari al solo 4% del valore della produzione e non si applicano alle prime 50.000 tonnellate di greggio estratto.

Ciascun concessionario procede alla corretta misurazione delle produzioni, effettua autonomamente i calcoli delle royalties dovute, esegue le ripartizioni tra Stato, Regioni e Comuni ed effettua i relativi versamenti.

Per quanto riguarda le royalties che derivano da attività di estrazione che hanno luogo nel mare territoriale, il 45% di esse va allo Stato mentre il restante 55% dovrebbe finire nelle casse delle Regioni costiere.

Facciamo ora il punto della situazione su Rospo Mare, giacimento posto nel mare territoriale a poche miglia dalla costa a cavallo tra l’Abruzzo ed il Molise e già protagonista, nell’agosto del 2005, dello sversamento in mare di qualche centinaio di litri di petrolio.

Secondo dati ufficiali dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia, dal 1982 al 2008 da Rospo Mare sono state estratte 3.773.314 tonnellate di greggio.

Nel solo 2008 le tonnellate estratte sono state oltre 270.000, equivalenti a 2.662.412 barili.

Fatti due calcoli, si stima che per il 2008 la parte delle royalties spettanti alle Regioni costiere (Abruzzo e Molise) ammonterebbe, fissando prudenzialmente il costo medio del barile a 100 dollari Usa, a quasi 6.000.000 di dollari (oltre 4.400.000 €).

Seguendo lo stesso ragionamento, stimiamo in oltre 30.000.000 di dollari Usa l’ammontare delle compensazioni che nel periodo 1998-2008 il Concessionario avrebbe dovuto versare alle Regioni costiere interessate dalla concessione.

Le domande che poniamo a chi di competenza sono le seguenti:

  1. Le compensazioni ambientali previste dal d.lgs. 625/96 sono state versate?
  2. In caso affermativo, in che misura?
  3. Come e in che percentuale sono state spese queste somme dalla Regione Abruzzo?
  4. In che percentuale sono state impiegate per interventi in campo ambientale?
  5. Quali interventi a tutela dell’ambiente sono stati finanziati?
  6. E infine, perché parte di questi fondi non è stata utilizzata, ad esempio, per la realizzazione di un sistema monitoraggio chimico-fisico in continuo delle acque dell’Adriatico interessate dall’estrazione del petrolio?
li, 28 marzo 2009

f.to

COMITATO NATURA VERDE – Lino Olivastri

IMPRONTE – Enrico Gagliano

25/03/09

PD ABRUZZO: GENERAZIONE U, SIA NUOVO SEGRETARIO A SCEGLIERE SUO VICE

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:
PD ABRUZZO: GENERAZIONE U, SIA NUOVO SEGRETARIO A SCEGLIERE SUO VICE"Fina come Renzi, usi il suo talento per sorprendere il partito".

"Quello che sta accadendo in questi giorni al partito democratico abruzzese ha del grottesco. Con la nostra regione che è tra quelle che ha subito il maggiore incremento di richieste di cassa integrazione, quella che rischia di subire un esproprio del proprio territorio e trasformarsi in distretto minerario petrolifero con buona pace del turismo e della vitivinicoltura, quella che dopo aver subito una gravissima crisi istituzionale si è recata alle urne dove si è registrata una bassa affluenza allarmante, quella infine dove si susseguono da anni crisi e scandali legati alla politica, con tutto questo il maggior partito di opposizione dovrebbe avere senso di responsabilità, capire i propri errori e voltare pagina. Ed invece in Abruzzo il Pd subisce un continuo svuotamento degli organismi di partito, senza il rispetto delle regole e con le sempre immancabili logiche correntizie a farla da padrone".
Queste le prima righe della dichiarazione congiunta che Marco De Amicis, 35 anni di Avezzano e Luigi Beccia, 24 anni di Montesilvano, rispettivamente fondatore e coordinatore per l'Abruzzo di Generazione U (la lista di giovani blogger che ha portato Mario Adinolfi alla direzione del Pd con le primarie del 2007), hanno rilasciato all'indomani di un articolo uscito sul Messaggero che fa riferimento a tentativi di ricatto nei confronti del possibile nuovo segretario da parte della nomenclatura degli ex Ds e Margherita. "Proprio ora - continua De Amicis - che nel paese il partito democratico sembra dopo tanto intravedere un po' di luce, nella nostra regione è ancora buio pesto. Chi si è già distinto come principale artefice dei disastri elettorali non sembra ancora rendersi conto che i cittadini, ormai, ci hanno voltato le spalle e ci chiedono di cambiare registro. La base non vuole una reazione, vuole una rivoluzione, e ad avere a cuore oggi il Pd in Abruzzo è più la base che la dirigenza. Ed allora Michele Fina può essere un segnale in questa direzione. Fina è giovane, è a contatto con la base più di quanto non lo sia la vecchia nomenclatura e soprattutto è in linea con il vento di cambiamento che sembra finalmente soffiare all'interno del Pd. Emblematico il successo mediatico riscontrato dalla giovane Debora Serracchiani da Udine alla scorsa assemblea dei circoli, ha detto le cose in faccia al segretario senza lasciarsi andare al disfattismo e mantenendo sempre un tono propositivo. Per non parlare del fenomeno Renzi in Toscana, dove un giovane organico al partito (come lo è Fina) ha deciso di sfidare il partito stesso in un'avventura come quella delle primarie che lo ha visto assoluto protagonista, incontrando il consenso del popolo democratico. Oggi c'è un trentaquattrenne che rischia di fare il sindaco di Firenze e noi non possiamo avere un trentenne alla guida del partito nella nostra regione? Avere un segretario giovane, ma non alle prime armi, deve essere però solo il primo di una serie di segnali che necessariamente dovranno susseguirsi subito dopo la nomina. Ma se chi ha un talento in mano ha il dovere morale di sfruttarlo, soprattutto in politica, va detto a tutti i responsabili della recente storia politica della nostra regione, che il nuovo segretario, chiunque esso sarà, andrà lasciato libero di operare, senza i soliti accordi preventivi, triste fiore all'occhiello della politica abruzzese. L'esempio di Franceschini ci aiuti a riflettere, un vicesegretario nazionale eletto segretario in un momento di difficoltà che oggi incontra il consenso anche di quelli che alla fiera di Roma, e non erano pochi, lo hanno criticato. Sia il futuro segretario a scegliere il proprio vice. Veramente e senza accordi. Ed in questo senso ci auguriamo che la girandola dei soliti vecchi nomi finisca presto.
Vogliamo rinnovare? e come pensiamo di farlo con i soliti Marini, Fioroni, Ginoble, Lolli o D'ambrosio? Chi può ancora credere che sarebbero in grado di fare bene? In questi giorni gli organi del partito sono esautorati dai telefoni "bollenti" dei capi-bastone locali che non si curano di quelle centinaia di militanti che si impegnano per il Pd abruzzese perché hanno sposato un progetto e non una leadership.
Un impegno che ci sentiamo di chiedere a Fina se sarà segretario - conclude Beccia - è che sia il segretario dei giovani, del Nuovo: che convochi immediatamente un'assemblea partecipata ed ascolti quei democratici nati con le primarie del 14 ottobre. Sia soprattutto il loro segretario, perché questo partito ha un disperato bisogno di guardare al futuro. E perché questa regione ha un disperato bisogno di un partito finalmente democratico".

Fondatore di Generazione U
Responsabile Comunicazione RED TV

Coordinatore Generazione U Abruzzo
Membro Segreteria Giovani Democratici Abruzzo

23/03/09

FACEBOOK: ALLARME PRIVACY !!

Ulteriori allarmi sulla mancata tutela della privacy da parte del social network Facebook, diffusosi enormemente anche in Abruzzo negli ultimi mesi, senza che la gente considerasse con la necessaria attenzione i rischi legati alla diffusione in rete di imporrtanti dati personali, che possono costituire una preziosa risorsa per le più moderne ricerche di "data mining", consegnando così brani importanti del privato della gente alla memoria quasi eterna della rete. STATE ATTENTI !

EMILIO ALESSANDRINI: NON DIMENTICHIAMOLO !

Emilio Alessandrini, una nobile figura di Pennese, Pescarese ed Abruzzese, caduto sotto gli scaigurati colpi di Prima Linea negli anni di Piombo. Non dimentichiamolo !

Bussi ribaltamento TIR su A25

Si ribalta un TIR all'uscita di Bussi dell'A25.
RINGRAZIAMENTI: parte di servizio del TG8 di Rete 8 del 20 gennaio 2009.