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26/10/10
Il buon governo del territorio non è una fisima di estremisti: a proposito del tentativo, sponsorizzato da Filippo Piccone, coordinatore regionale del PDL, di attivare un secondo incineritore ad Avezzano
FONTE: http://www.marelibero.net/2010/09/23/il-buon-governo-del-territorio-non-e-una-fisima-di-estremisti/
«….Questo fa capire quanto si sia lontani dagli interessi della collettività al punto da accettare di trasformare radicalmente la destinazione del territorio di una regione verde pur di portare a termine gli affari».
Quello che denunciamo da anni viene così sintetizzato dal giudice Campli nella ordinanza di custodia cautelare emessa a proposito dell’ultimo scandalo rifiuti “sporchi”.
Pubblichiamo uno stralcio della documentazione raccolta da Primadanoi, l’organo di informazione sempre puntuale nel riportare gli squallidi fatti della politica abruzzese totalmente asservita agli interessi privati.
Piccone e la sua ditta dietro la creazione di un secondo inceneritore ad Avezzano
RIFIUTOPOLI-ABRUZZO. L’affare del termovalorizzatore è talmente grosso e popolare che, all’interno del Pdl, la voce circola ed in qualche modo molte persone vengono a sapere che a sponsorizzarlo c’è l’assessore alla sanità Venturoni.
E siccome la rivalità non manca mai qualcuno ha obiettato “perché loro sì e io no?”.
Si sono, dunque, «scatenati gli appetiti» di un gruppo all’interno del centrodestra che fa capo al senatore e sindaco di Celano, Filippo Piccone, che secondo gli inquirenti «intravede un’enorme opportunità di arricchimento e non un’esigenza pubblica».
Il tutto si evincerebbe chiaramente dalle conversazioni che intrattiene lo stesso Rodolfo Valentino Di Zio, preoccupato per un eventuale concorrente. Così parlando con il rappresentante della Ecodeco, la ditta di Milano che doveva partecipare all’affare con i Di Zio dice:
DI ZIO RODOLFO: «siccome questi vogliono fare due impianti in Abruzzo, va bene?»
VERCESI ANTONIO: «e perché due?»
DI ZIO RODOLFO: «è perché, perché… lo puoi immaginare no? Perché, magari, vogliono accontentare altri…»
In un’altra intercettazione l’imprenditore chiarisce meglio il concetto di “altri”:
DI ZIO: «ci sta il coordinatore (Piccone, ndr) che non è niente stupido, è un ex commerciale con i coglioni… capisci? Quello lì è quello che vuole un altro inceneritore».
Insomma un problema non secondario visto che un solo inceneritore potrebbe essere sovradimensionato per l’intera regione che di fatto non riesce a produrre un volume di pattume sufficiente. Figuriamoci poi due impianti, si sarebbe aperta sicuramente la strada all’arrivo di immondizia da altre regioni da bruciare nella regione verde ma destinata a diventare sempre più grigia.
«Questo fa capire quanto si sia lontani dagli interessi della collettività», annota il giudice Guido Campli, «al punto da accettare di trasformare radicalmente la destinazione del territorio di una regione verde pur di portare a termine gli affari».
Gli inquirenti poi hanno potuto accertare che lo stesso assessore all’ambiente, Daniela Stati, avesse ricevuto notevoli pressioni proprio dal senatore Filippo Piccone.
Stati, infatti, parlando con l’assessore Mauro Febbo, afferma chiaramente che il senatore Piccone avrebbe promesso al sindaco di Avezzano di candidare il figlio in cambio dell’autorizzazione all’impianto per le biomasse.
La delibera frutto dello scambio viene individuata dalla procura di Pescara nella numero 74 del 9 settembre 2009.
Il fatto, si chiarisce nell’ordinanza di custodia cautelare, è che il coordinatore Pdl Piccone è interessato all’inserimento dell’area in cui sorge il complesso immobiliare dell’ex zuccherificio di Avezzano, in una zona di recupero energetico del piano urbanistico del comune. La ragione è nel fatto che la società, la quale ha acquistato la proprietà dell’ex zuccherificio, la Rivalutazione Trara srl, è di fatto del senatore stesso che la governa attraverso il socio Ermanno Piccone, suo padre.
Uno dei soci della società è Venceslao Di Persio che avrebbe partecipato anche ad un incontro tra il senatore Piccone e l’imprenditore Di Zio. Ma proprio la stessa società, la Rivalutazione Trara era stata al centro, alcuni anni fa, di mille dubbi e domande mai risolte: Per un certo periodo Venceslao Di Persio fu nel mirino della procura di Pescara perché molto vicino alla deputato azzurro Sabatino Aracu, anche lui della partita ma messo «fuori gioco» (come dicono in alcune intercettazioni i soci stessi) per i grossi problemi giudiziari dovuti al coinvolgimento nell’inchiesta Sanitopoli.
In questo groviglio di interessi pressoché privati si inserisce la preziosa mediazione di Venturoni che giorno dopo giorno tiene informato quello che la procura ritiene essere suo socio in affari, Di Zio.
Dunque, l’assessore alla sanità conferma di aver incontrato a Roma i due parlamentari Piccone e Tancredi e parlato della costruzione dell’inceneritore dicendo chiaramente che quello che «loro vogliono costruire (Venturoni e Di Zio) renderà inutile e antieconomica la costruzione del secondo inceneritore» salvo che la concorrenza non si voglia «sfracellare». «È chiarissimo», scrive Campli, «che Di Zio e Venturoni agiscono come unica entità funzionale e che il primo cerchi di dissuadere un concorrente scomodo. Ed è grazie a questa mediazione che Di Zio può affermare nel colloquio telefonico con Michele Sparacino della Ecodeco di Milano:”ho cercato di non far dividere in due gli impianti, sto cercando in tutti i modi di far rimanere un solo impianto, però sono cose che noi ci dobbiamo tenere gomito a gomito…».
«La presenza di una lobby contrapposta ai Di Zio consentirà di comprendere per quale ragione questi cerchi l’appoggio preventivo anche del senatore Piccone e perché non esiti a finanziare la campagna elettorale», scrive il giudice. (A.Biancardi-Primadanoi)
09/11/09
PDL: DOPO LO SCOPPIO DELLA DISFIDA DI CELANO IL CASO FINISCE A ROMA
Il Pdl litiga, l'opposizione ringrazia. Il caso a Roma
PDL SPACCATO: TUTTI CONTRO TUTTI
«Chi dovesse perseverare su questa strada devastante dimostrerebbe di non avere la maturità per guidare a qualsiasi livello un grande partito come il Pdl», dichiara ecumenicamente il consigliere Emilio Nasuti.
In effetti dal numero delle prese di posizione a favore o contro i due contendenti, si può solo capire che il Pdl è spaccato in modo trasversale e speculare: da una parte spezzoni di An e di Forza Italia, dall'altra spezzoni di Forza Italia e di An.
In filigrana non solo il contrasto territoriale tra la costa e le zone interne, ma la lotta intestina per posizionarsi negli incarichi di potere nelle due anime del Pdl e all'interno del centrodestra regionale.
Pur avendo vinto le elezioni regionali con il presidente Chiodi (mentre gli altri litigano lui piazza i suoi uomini in posti chiave) il Pdl da tempo soffre per una leadership indebolita dalle vicende giudiziarie che dall'onorevole Sabatino Aracu a cascata sono via via scese a contagiare parte della nomenklatura del partito ed il coordinatore regionale senatore Piccone.
E questi, quasi per reazione al suo indebolimento, ha dato un'impronta “familistica” alla gestione del Pdl, preparando il terreno alle contestazioni non solo di Giuliante, ma anche dell'assessore Daniela Stati.
REGALO AL CENTROSINISTRA?
Il tutto in forma di gigantesco regalo alle opposizioni e di formidabile assist al centrosinistra aquilano.
Come noto, l'episodio incriminato, cioè la promozione di Pescara, è avvenuto sabato mattina per le dichiarazioni del senatore Piccone al convegno Pdl nella città adriatica. Subito, in diretta, è partita la contestazione da parte del capogruppo Giuliante che ha sottolineato l'inopportunità di declassare l'Aquila a favore di Pescara, soprattutto in un periodo pre-elettorale (all'Aquila si vota a marzo per
Poi a ruota libera, botta e risposta anche pesanti (nemmeno il peggior Pd era sceso a questi livelli), dichiarazioni di solidarietà, più o meno equamente divise per l'uno o per l'altro, con ricostruzioni dell'episodio che confermano l'infortunio di Piccone (per tutti Maurizio Michillio, già esponente di spicco di Forza Italia all'Aquila) o lo negano (senatore Andrea Pastore, stesso partito), critiche a valanga del Pd aquilano. Ma restiamo ai fatti, depurati dalle strumentalizzazioni.
IL CASO SI POTEVA CHIUDERE SUBITO SENZA STRASCICHI
Può un'affermazione, anche se infelice, scatenare tutto questo scontro?
“Voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale; non si trattien lo strale quando dall'arco uscì”: il coordinatore Piccone avrebbe dovuto conoscere le Arie di Metastasio, lui che è vicino all'on.le Fabrizio Cicchitto e al senatore Gaetano Quagliariello, uniti nella Fondazione “Magna Carta”, una confraternita di alta cultura.
Avrebbe così evitato di dare fiato alle polemiche mettendo una toppa che ha reso più evidente il buco ed imbarcando il Pdl in una guerra interna da cui non potrà uscire vincitore chi non ha i nervi saldi. Bastava dire: “è stato un lapsus” oppure “non mi sono spiegato bene” e il Pdl avrebbe evitato di mettere in piazza tutte queste lacerazioni interne.
SULLO SFONDO
A meno che, ripercorrendo a ritroso il filo delle ultime vicende interne al Pdl, il tutto non sia la guerra preventiva contro le possibili decisioni romane favorevoli alla continuità nel partito abruzzese.
Un modo, dunque, di far capire ai vertici Pdl che il partito locale si sta logorando con le faide interne, le vicende giudiziarie e le nomine clientelari ed è in caduta libera nei consensi dei moderati.
Giuliante, che appare più lucido politicamente, ha chiesto infatti che delle elezioni aquilane si occupi la struttura nazionale.
Insomma una partita che si gioca tra Roma e Arcore, altro che le «ridotte del castello dove si dovrebbe ritirare il Bokassa di Celano».
Senza dire che le glorie calcistiche locali fanno gridare agli avversari dell'attuale gestione del Pdl lo slogan famoso: “forza Roma, forza Lupi”, dove ogni riferimento non è del tutto casuale.
Sebastiano Calella 03/11/2009 8.38
06/11/09
FURIBONDA LITE NEL PDL NEI GIORNI SCORSI FRA GIULIANTE E PICCONE: "SEI UN UBRIACONE", "PICCONE E' IL BOKASSA DI CELANO" !!!
DOPO UNA IMPROVVIDA DICHIARAZIONE DI PICCONE SUL FATTO CHE ORMAI LA CAPITALE DELL'ABRUZZO SAREBBE L'AQUILA SEGUE UNAFURIBONDA LITE NEL PDL NEI GIORNI SCORSI FRA GIULIANTE E PICCONE: "SEI UN UBRIACONE", "PICCONE E' IL BOKASSA DI CELANO" !!! Non ci sono parole.....Rivediamo il tutto in una serie di articoli pubblicati fra 31 ottobre e 4 novembre 2009, che disegnano uno scenario veramente surreale ed incredibile....l'inadeguatezza di alcuni dei personaggi a cui è in questo momento delicatissimo affidato il futuro della regione....

31 ottobre - Il Centro: "PDL, finimondo per Piccone. L'ex sindaco di Celano: Pescara capoluogo. E' bufera".
2 novembre - Il Centro: "Piccone, non ho offeso L'Aquila. Centro-destra nella bufera. Il Coordinatore regionale (Piccone) prepara la resa dei conti"
3 novembre - Il Messaggero-Abruzzo: "Tra Giuliante e Piccone è resa dei conti"


" La guerra continua. Giuliante verso la sfiducia. Il capogruppo attacca di nuovo: "Piccone è il nuovo Bokassa di Celano. Fiume di mail di protesta. Da Pelino a Tancredi , da Ricciuti a Venturoni: BASTA CON
LE POLEMICHE".3 novembre - Il Centro: "Lite Giuliante-Piccone, nessuna tregua nel PDL". "Filippo Piccone mente, sapendo di mentire. Lo fa spudoratamente e con un'arroganza degna di miglior causa". A QUESTI LIVELLO E' GIUNTO LO SCONTRO INTERNO AL PDL !!!
4 novembre - Il Messaggero-Abruzzo: "Di Stefano: servono regole per tutti". Durissim
o intervento dell'altro coordinatore abruzzese del PDL Fabrizio Di Stefano"02/11/09
PDL IN PEZZI NELLA MARSICA: ATTACCO FRONTALE DI DANIELA STATI A PICCONE
PDL IN PEZZI NELLA MARSICA: ATTACCO FRONTALE DI DANIELA STATI A PICCONEFonte: http://www.primadanoi.it/notizie/23131-Pdl-in-pezzi-nella-Marsica-Daniela-Stati-contro-Piccone-attacco-frontale
AVEZZANO. Si spacca clamorosamente e in pubblico il Pdl della Marsica. L'assessore Daniela Stati attacca frontalmente il coordinatore Filippo Piccone, che pure giocava in casa, e Massimo Verrecchia, responsabile locale.
Poi, seguita dagli applausi, lascia il palco dove un imbarazzatissimo Piccone cambia discorso, parlando dei debiti della sanità che dipendono dalla passata cattiva gestione del settore.
Una toppa peggiore del buco, come si suol dire, insomma un rimedio peggiore del male, una specie di autogol anche perché era atteso tra gli invitati il senatore Fabrizio Di Stefano, impegnato a Pescara alla presentazione della Fondazione di Castiglione.
E proprio Di Stefano in passato è
stato presidente della Commissione sanità, hanno fatto notare apertamente alcuni esponenti di rilievo di Forza Italia. Lo scontro si è consumato all'interno di una delle sei manifestazioni, una ogni federazione, che il Pdl ha organizzato. E all'Hotel Salviano di Avezzano è andato in onda proprio il fallimento dell'operazione in atto da tempo da parte del coordinatore Piccone e cioè di isolare i suoi potenziali avversari interni.
Operazione improvvida, conoscendo quanto sia coriacea la famiglia Stati, di cui l'assessore in questo momento è la punta di diamante. «Io la vicenda la prenderei sotto un altro punto di vista – dichiara Daniela Stati, raggiunta telefonicamente – e non come attacco al coordinatore. Io mi sono sentita scippata dal mio partito. All'Aquila la Marsica non è rappresentata. Poi si nomina il figlio del sindaco Floris che ha tenuto bloccata la situazione di Avezzano per almeno sei mesi, per risolvere i su
oi problemi. Senza dire di altre nomine (riferimento all'azienda dei rifiuti? ndr). Insomma An asso pigliatutto ed i miei elettori alla finestra? Mi hanno tenuta ferma per mesi, ho tentato di ricucire, ma non c'è stato verso. Questa gestione, sia locale che regionale non mi piace». Una denuncia pubblica ed in piena regola, tra l'altro molto coraggiosa perché sul palco a darle la parola è stato proprio Massimo Verrecchia, uno dei contestati. In pratica gli applausi della sala che hanno accompagnato Daniela Stati mentre lasciava la riunione, hanno sancito l'effetto boomerang dell'operazione di Piccone, segno di un malessere nel Pdl che non può più essere nascosto. Ma che l'attacco al coordinatore venisse proprio dalla sua zona era imprevisto. La lezione della contestazione di ieri dimostra che in realtà il controllo del consenso non può avvenire attraverso il meccanismo delle nomine amicali o parentali (figli, cugini, compari, autisti e segretari), nel momento in cui si invoca la meritocrazia. E che il territorio ha dinamiche antiche di cui non ci si può dimenticare. Piccone che è di Celano, doveva assolutamente conoscere il famoso detto dei Romani “nec sine Marsis nec contra Marsos”. Se ti metti contro i Marsi, duri poco" - Sebastiano Calella 24/10/2009 12.07AD INTEGRAZIONE DELLA NOTIZIA PROPONIAMO ANCHE: -Dal Centro del 27 ottobre 2009: articolo "Avezzano. PDL lacerato, strali contro la Stati"
-Dal Messaggero -Abruzzo del 28 ottobre 2009: articolo "La Stati: io nel PDl da sola contro tutti. L'assessore regionale responge le critiche: se siete lì accendete un cero a Sant'Antonio"
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