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21/03/09

VISITA LAMPO DI TOYO ITO ALLO HUGE WINE GLASS: TOYO ITO SE NE E' GIA' ITO !!

DA MESSAGGERO-ABRUZZO DEL 17-03-2009:
"Calice amaro. Visita lampo di Toyo Ito per vedere il Wineglass"
DAL CENTRO DEL 18-03-2009:
"Toyo Ito, ecco le due delibere sotto inchiesta. L'artista vennepoi pagato 240 mila euro attraverso una scrittura privata con il comune. L'architetto doveva partecipare ad una serie di incontri pubblici per 72 mila euro.
AVETE CAPITO BENE ? A TOYO ITO SONO STATI PAGATI PER LO HUGE WI
NE GLASS BEN 240.000 EURO !!!
QUALCUNO DEI CITTADINI DI PESCARA HA MAI VISTO TOYO ITO PER PIU' DI QUALCHE MINUTO ?
NO !! EPP
URE AVEREBBE DOVUTO TENERE UYNA SERIE DI "MOMENTI PUBBLICI CON LA CITTADINANZA PER CONFERENZE E DIBATTITI SUI TEMI DELL'ARTE CONTEMPORANEA E DELL'ARTE URBANA", incontro che gli sono stati profumatamente pagati.
E così, presa l'abitudine, appena arrivato, e dopo un brevissimo sopralluogo allo Huge Wine Glass di tarda sera se ne subito scappato a Pomezia alla Clax Italia

23/02/09

LA RIDUZIONE DELLE DIMENSIONI DELLO HUGE WINE GLASS ERA STATA DECISA NEL MAGGIO 2006 IN OCCASIONE DI UN SOPRALLUOGO DI TOYO ITO

DAL MESSAGGERO DI SABATO 13 MAGGIO 2006 -EDIZIONE ABRUZZO-CRONACA DI PESCARA
Chi ci legge sa che cerchiamo di essere sempre obiettivi nelle nostre valutazioni, e dunque riproponiamo in questa sede un lungo articolo del Messaggero del maggio 2006, a firmA Paolo Vercesi, in cui si fa il punto sulla riduzione delle dimensioni del Wine Glass, "perchè la fabbrica di Roma" aveva "qualche difficoltà nella produzione dell'acrilico". Inoltre si sottolineava che "l'opera sarà avvolta in un contenitore di vetro per garantire più solidità e resistenza".
NON SEMBRA CHE GLIELA ABBIAMO GARANTITA !
TUTTO DA LEGGERE !!

17/02/09

ECHI IN TUTTO IL MONDO, E NON CERTO POSITIVI PER PESCARA, DEL COLLASSO DELLO HUGE WINE GLASS DI TOYO ITO A SOLI DUE MESI DALLA SUA INAUGURAZIONE


ARTICOLO DA:
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=19258
PESCARA. Si è trasformato in un vero e proprio caso internazionale che è finito sui giornali nazionali e sulle tv ed in un attimo è arrivato in Giappone ed in Australia, dove si trova Toyo Ito.
PESCARA. Si è trasformato in un vero e proprio caso internazionale che è finito sui giornali nazionali e sulle tv ed in un attimo è arrivato in Giappone ed in Australia, dove si trova Toyo Ito.

Il Wine glass di Toyo Ito che si rompe è una bella “rottura” un po’ per tutti. Per la ditta costruttrice, per il Comune, per la maggioranza di centrosinistra che dovrà risolvere questa nuova grana, per la città. Non sappiamo se l’opera porti davvero sfortuna come qualcuno dice ma certo sono molte le zone d’ombra ancora da chiarire.
Intanto la minoranza chiede di assumere provvedimenti urgenti e al vicesindaco di chiarire tutti gli aspetti legati al pagamento dell’artista e dell’azienda che ha realizzato l’opera d’arte, rendendo pubbliche le fatture.
Una operazione trasparenza che dovrebbe essere una cosa più che normale e che invece si trasformerà nell’ennesima battaglia politica.
Intanto sarebbe già in moto la macchina delle associazioni che starebbero studiando il caso per alcune azioni da proporre al Comune e non solo.
«Purtroppo sono costernato dalle ultime dichiarazioni della giunta comunale che continua a nascondersi dietro futili chiacchiere per non ammettere le proprie responsabilità in una vicenda gravissima», ha ribadito Albore Mascia (Pdl), «ieri ha ceduto un parallelepipedo alto 5 metri (non crollato per pura fortuna) voluto dal sindaco D’Alfonso e costato alla città 1 milione 100 mila euro, fondi in teoria erogati da privati, come sostiene l’assessore Marchegiani. Ma l’assessore forse dimentica che in cambio dei 770 mila euro sborsati dagli ex proprietari del cementificio, il Comune ha dovuto accettare la permanenza della stessa fabbrica a Pescara per altri 15 anni, cancellando ogni ipotesi di delocalizzazione, e questa condizione rappresenta il più pesante obolo pagato dalla città !!!».