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24/04/10

INCHIESTA "CUPOLA VESTINA": UN ALTRO CASO DI MALAPOLITICA NEL CENTRO-SINISTRA A PENNE E FARINDOLA (PROVINCIA DI PESCARA)


Giovedì 22 aprile 2010, con l'indagine Cupola Vestina della Compagna Carabinieri di Penne, esplode l'ennesimo caso di mala politica nel centro-sinistra in provincia di Pescara, dopo Montesilvano, Pescara, e Spoltore, con l'arresto di ben 5 persone, fra cui il sindaco di Farindola Antonello De Vico (UDC già PD), ed i consiglieri comunali Alberto Giancaterino, già assessore ai Lavori Pubblici e Femio Di Norscia, già assessore alle Politiche sociali, mentre sono numerosi gli indagati a piede libero, fra cui il sindaco di Penne Donato Di Marcoberardino (PD).
Della giunta pennese di Di Marcoberardino, composta da PD, IDV e Sinistra, si ricordano ben due crisi di giunta, nel 2008 e nel 2009, a seguito delle quali ne uscivano vari assessori, e nelle quali -col senno di poi- appare forse possibile intravedere possibili effetti delle irregolarità amministrative avvenute in quegli anni, e che oggi vnno emergendo con evidenza dall'inchiesta.
VEDETE ANCHE: http://www.primadanoi.it/notizie/2613...
RINGRAZIAMENTI: servizi del TGR-Abruzzo del 17 dicembre 2008, di TG8 del 13 gennaio 2008, 3 febbraio 2009, 22 aprile 2010, Rassegna Stampa di Rete 8, Rassegna Stampa di Buon Giorno Regione-Abruzzo del 23 aprile 2010.

09/11/09

SINDACO DI FARINDOLA DE VICO AUTORIZZA 70 CITTADINI A TAGLIARE ALBERI SENZA AUTORIZZAZIONE DEL PARCO GRAN SASSO: CHI PAGA ORA LE 70 MULTE DA 1000 E?

FONTE: http://www.primadanoi.it/notizie/23419-Il-Comune-sbaglia-ma-a-pagare-sono-i-cittadini-benvenuti-a-Farindola
FARINDOLA. Più di 70 multe da oltre 1.000 euro l’una per taglio di piante d’alto fusto in assenza di apposita autorizzazione.


E’ di questi giorni la notizia che più di 70 cittadini di Farindola, abituati al taglio del legnatico come uso civico, sono stati multati dal Corpo Forestale dello Stato per tagli non autorizzati in violazione alle norme.
Ma i cittadini che si sono visti recapitare il verbale, si sono subito dichiarati non colpevoli in quanto è lo stesso Comune che li aveva autorizzati precedentemente e dopo che avevano già versato nelle casse comunali 100 euro di tassa.
Chi ha oggi responsabilità?
Il sindaco Antonello De Vico ha ammesso che «per eccesso di zelo coraggioso abbiamo autorizzato il taglio senza il parere dell’Ente Parco, per accontentare tutti i cittadini».
«Abbiamo anticipato l’autorizzazione al taglio in una zona protetta immaginando che l’Ente Parco non avrebbe fatto problemi ad esprimere un parere positivo».
Ma già in un incontro l’Ente aveva fatto capire che il sì non era poi così automatico.
Fatto sta che un giorno arriva in Comune un fax autorizzativo del Parco che riguardava un taglio di alberi.
«Con molta superficialità», ammette oggi il primo cittadino, si era pensato che si stava parlando della questione in sospeso.
In realtà l’Ente si riferiva ad altro. Insomma una svista non di poco conto.
Adesso il sindaco si impegna a pagare l’intera somma dei verbali (circa 75 mila euro) ma con i soldi del Comune, cioè di tutti i cittadini, avendo riconosciuto che i cittadini che hanno operato il taglio (materialmente responsabili e per questo multati) sono stati però tratti in inganno dall’amministrazione pubblica che aveva dato il via libera.
Insomma il discorso è chiaro: io sindaco a capo dell’amministrazione sbaglio a causa di questo errore arrivano multe per 75mila euro ai cittadini. Siccome il sindaco è una persona sensibile si accolla il debito che pagherà con i soldi del Comune.

L’ESPOSTO DI CODICI

Scettica sulla soluzione adottata da De Vico l’associazione dei consumatori Codici.
«Alla luce dei fatti – dichiara il segretario provinciale - si evince che l’amministrazione comunale ha effettivamente autorizzato al taglio in una zona protetta sprovvista di autorizzazione.
Il comportamento del sindaco – continua Pettinari – secondo noi configura un palese abuso d’ufficio perché pur sapendo che per il taglio necessitava l’autorizzazione dell’Ente Parco, abusando dei poteri del suo ufficio, autorizza lui stesso come capo dell’amministrazione il taglio illegale.
Inoltre – continua Pettinari - qualora il Comune si trovi a dover pagare l’intera somma, si configurerebbe ancor più grave il danno all’erario punibile dalla Corte dei Conti perché amministratori pubblici abusando dei loro poteri hanno causato un ingiustificato esborso dalle casse comunali danneggiando cosi l’intera collettività farindolese».
Per Pettinari 75 mila euro per un comune di appena 1500 anime come Farindola «equivale a circa 12 milioni di euro per un Comune come Pescara.
Bisognerà quindi far ricorso ad approvazioni di debiti fuori bilanci e poi dovrà necessariamente ritoccare tutte le imposte a danno della collettività mettendo indubbiamente sul lastrico per diversi anni le casse dell’amministrazione».
Codici, sollecitata da diversi cittadini del Comune di Farindola nei prossimi giorni esporrà i fatti alla Procura Regionale della Corte dei Conti chiedendo, qualora il Comune dovesse pagare l’intera somma, «di riconoscere la responsabilità contabile personale degli amministratori».
L’associazione Codici metterà a disposizione i propri legali per quei cittadini che intenderanno fare ricorso.

Alessandra Lotti 07/11/2009 12.30
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